Oggi voglio parlarvi di un argomento che, chi più chi meno, sta a cuore a tutti: la musica. Che cos’è la musica? Bella domanda. E’ un’arte: sicuramente; è una scienza: potrebbe darsi. Certo è che alcuni tra i più grandi gruppi della storia, tipo i Pink Floyd, hanno inteso creare una scienza della musica, una sorta di “architettura sonora” (chi non ricorda la celeberrima Shine On You Crazy Diamond?), e hanno dato vita ad un filone della musica rock che si è sforzato negli anni ’70 di tramutare la musica in una forma di arte e scienza allo stesso tempo. Di contro, a volte la musica è qualcosa che partorisce il nostro spirito a livello inconscio, come testimoniano i tanti canti popolari, che nel corso della storia sono stati espressione della gioia ma anche del dolore di popoli oppressi dalla schiavitù o dalla guerra.
Volendo dare uno sguardo complessivo a livello storico, la musica era considerata qualcosa di divino, in quanto perfetto, già nell’Antica Grecia. Le divinità di riferimento a questa forma d’arte erano le cosiddette Muse, da cui appunto deriva il termine musica. Questa concezione di musica come qualcosa di sacrale è sopravvissuta addirittura ai giorni nostri, basti pensare alle messe cantate o ai Canti Gregoriani, che ancora oggi vengono eseguiti in alcune funzioni religiose. Ma la musica non è qualcosa di invenzione ellenica. Scavi archeologici, risalenti al periodo paleolitico, hanno portato alla luce tamburi e sonagli di epoca primitiva, probabilmente utilizzati dai primi ominidi per creare una specie di primordiale musica.
Per cui, in definitiva, vi lascio con una mia riflessione personale: la musica è qualcosa di divino e umano allo stesso tempo, è la scintilla di un ipotetico Dio che permette al cuore umano di esprimersi attraverso il suono. E’ il linguaggio espressivo dell’animo umano, una forma di comunicazione sensoriale che ha accompagnato l’uomo dalla remota notte dei tempi e lo accompagnerò sempre fino alla sua scomparsa dalla faccia della Terra, se mai arriverà quel giorno.